Italia

Un Convenience Hub per gli edifici italiani.

In Italia chi decide non è quasi mai un proprietario unico. È un'assemblea, e la persona che le porta la proposta è l'amministratore di condominio. Questa pagina è scritta per quel passaggio, perché è lì che la cosa si decide davvero.

35,7 %della spesa familiare va all'abitazione423euro di affitto medio mensile, 202418,0 %delle famiglie vive in affitto

Il patrimonio edilizio italiano è vecchio, gli spazi comuni sono stretti e una stanza da dedicare a un servizio per i residenti non c'è quasi mai. Per questo il formato è una parete e non un locale: tre metri danno 22 posti prodotto, cinque metri 35, sette metri 48. L'installazione dura una mattina, non un cantiere.

Tutti i dati verificati alla fonte

I dati su cui si basa questa pagina

Tutti i dati vengono dall'Istat, indagine sulle spese per consumi delle famiglie, anno di riferimento 2024, pubblicata il 7 ottobre 2025. Nessuno è stato raccolto da noi e nessuno dice qualcosa sull'effetto di un Convenience Hub.

2.755 euro

la spesa media mensile di una famiglia italiana nel 2024.

984,42 euro

vanno ad abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili: il 35,7 per cento del totale.

4,7 milioni

di famiglie pagano un affitto, il 18,0 per cento del totale. La grande maggioranza è proprietaria.

423 euro

l'affitto medio mensile: 472 euro nelle aree metropolitane, 358 euro nel Mezzogiorno.

Fonti

Verificato il 22 settembre 2026

Cosa cambia in Italia

Non lo stesso edificio con un'altra insegna

La proposta deve reggere in assemblea

L'amministratore non decide, propone. Per questo il nostro documento è fatto per essere letto ad alta voce davanti a un'assemblea condominiale: pianta con l'ingombro, elenco prodotti, i due modelli operativi affiancati, tempi e tutte le ipotesi messe per iscritto. Se una proposta ha bisogno di essere spiegata a voce per stare in piedi, in Italia non passa.

Il 18 per cento in affitto ribalta l'interlocutore

Nella maggior parte dei paesi europei si parla con chi affitta. In Italia si parla molto più spesso con chi abita: una comunità di proprietari che decide per sé. Cambia l'argomento. Non è la locabilità dell'immobile, è il servizio che i condomini si danno, e il criterio diventa se conviene a loro e non se aumenta il canone.

Gli spazi comuni sono piccoli e spesso vincolati

Atri stretti, edifici storici, a volte vincoli di tutela. Un Convenience Hub occupa una parete, si fissa e si alimenta in quattro o sei ore e non richiede opere murarie. Esiste in versione curva, pensata per appoggiarsi a una parete, e piatta, che sta in più posti.

Build to rent e studentati sono il segmento che si muove

Nel residenziale gestito, soprattutto a Milano, proprietà e gestione coincidono e la metrica è il rinnovo del contratto. Lì la conversazione è molto più breve, perché non c'è nessun incentivo divergente da superare: chi paga il servizio è lo stesso che incassa il vantaggio.

Chi firma

Amministratore, assemblea, gestore

Nel condominio l'amministratore porta la proposta e l'assemblea decide. Nel build to rent e negli studentati decide il gestore. In tutti i casi il condominio o la proprietà mette la parete e basta: costruzione, rifornimento, manutenzione, guasti, incassi e reclami stanno da noi, e c'è un solo responsabile che non abita nell'edificio.

Durata del contratto un anno, su richiesta due anni con un canone mensile fino al 20 per cento più alto. Due moduli a tre e a cinque metri, quattro a sette. I primi due consigliati sono un congelatore per gelati e un frigorifero per bevande.

Per i promotori immobiliari

Dove un Convenience Hub è la risposta sbagliata

Edifici con un alimentari sotto casa aperto fino a tardi, che in Italia è la norma più che l'eccezione. Condomini sotto la dimensione minima perché un giro di rifornimento stia in piedi. Assemblee che vogliono un acquisto una tantum e non un servizio continuativo. In questi casi la risposta onesta non siamo noi.

Domande frequenti dall'Italia

Chi paga il servizio, il condominio o chi lo usa?
Dipende dal modello. Con l'Opzione A, il Canone Fisso, l'impianto è nostro: lo costruiamo, lo riforniamo e lo gestiamo, e paghiamo al condominio o alla proprietà un canone mensile per lo spazio. Nessun esborso e nessun rischio da parte loro. Con l'Opzione B l'impianto è della proprietà, che lo finanzia e trattiene gli incassi mentre noi lo gestiamo. In nessuno dei due casi i residenti pagano per avere il servizio: pagano solo quello che prendono in prestito o comprano.
Servono opere murarie o permessi?
No opere murarie. Serve una parete, una presa di corrente e una connessione di rete. L'installazione dura dalle quattro alle sei ore in un solo intervento, dopo quattro o sei settimane di costruzione su misura. Negli edifici soggetti a vincolo la verifica la facciamo prima del preventivo, non dopo.
Si possono aggiungere prodotti che non sono in elenco?
Quasi sempre sì, e nella maggior parte dei casi senza costi aggiuntivi. L'elenco deve coprire residenti di lungo periodo, studenti e soggiorni brevi, e quale sia la giusta combinazione in un edificio specifico si vede solo dopo qualche settimana di utilizzo reale. Da lì si corregge.

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